L'eco-vigneto è il luogo dove si ripercorrendo gesti e pratiche della memoria rurale del territorio, e fa emergere la coscienza della ricchezza insita nella biodiversità.




Il sistema museale integrato candelese, nella sezione più propriamente dedicata alla vitivinicoltura, comprende nei percorsi "fuori le mura" la visita ad un vigneto esplicitamente realizzato nell'ambito dell'ecomuseo, con finalità didattiche e scientifiche.
L'eco-vigneto, grande poco meno di 2000 mq, è situato in Regione Dossere, che, nell'immediato circondario del paese, era rinomata per la produzione delle uve migliori.
L'eco-vigneto ripropone gli antichi metodi di coltura della vite (alteno, cadrega), e tenta anche di recuperare vitigni ormai rari, che si stanno perdendo.
Seguito dalla dott.ssa Anna Schneider del CNR di Torino, sviluppa infatti due temi:
- tecnico, dell'antico modo di allevare la vite, le antiche tecniche (come l'alteno biellese, ossia l'allevamento della vite "maritata" all'acero campestre o al ciliegio selvatico);
- genetico, relativo ai vitigni. Impianto di antichi vitigni recuperati non solo in area candelese, ma più in generale in tutto il biellese: la Spanna o Nebbiolo, la Melasca, la Riundasca, la Bonarda od Uva rara, la Luglienga, alcuni Neretti, la Rastajola, il Pignolo spano, la Bovarina, la Varenzasca ed altri ancora verranno messi a dimora accanto alla Barbera, alla Croatina, alla Freisa, che rappresentano più recenti introduzioni nella viticoltura biellese.
Maggiori informazioni su: tema tecnico dell'Eco-Vigneto.
Maggiori informazioni su: tema genetico dell'Eco-Vigneto.
Centro Documentazione Ricetti
Bandi di gara