Comune di Candelo - Vai alla pagina iniziale
Testata per la stampa
Testata per la stampa

Meraviglia d'Italia, Unicum d'Europa

Il Ricetto di candelo e il panorama biellese

Nel Piemonte, i ricetti sono 193 di cui 11 nel comprensorio Biellese:
- sei (Dorzano, Magnano, Mottalciata, Roppolo, Valdengo, Viverone) sono situati in zona collinare;
- cinque (Castelletto Cervo, Cavaglià, Peverano, Ponderano, Sandigliano) sono situati in pianura.
Quello di Candelo presenta invece una forma mista, perché da un lato il terreno è in ripida discesa verso il torrente "Cervo", mentre dall'altro è pianeggiante.

Tra tutti questi ricetti, solo quello di Candelo ha conservato la sua struttura originaria; gli altri, infatti, si sono trasformati in impianti residenziali, perdendo gran parte della loro fisionomia di base.
Il ricetto di Candelo è stato oggetto di studi da parte anche delle università straniere di Kaiserlautern (Germania) e Danzica ed è anche grazie a queste ricerche se quello di Candelo è considerato un "unicum" nel panorama europeo.


Mentre nelle altre zone del Piemonte i ricetti si trovano esclusivamente in pianura (ove più abbondanti erano i raccolti), nel Biellese essi sorgono anche in collina (es. Magnano, Roppolo, Viverone...).
 
Sono prevalentemente di tre tipi:
- il primo è di esclusiva iniziativa popolare e sorge ex-novo con un piano che coniuga le tecniche costruttive dell'architettura funzionale alle pratiche agricole con le necessità di difesa secondo i dettami dell'architettura militare (es. Candelo e Magnano),
- il secondo usufruisce di preesistenti nuclei abitati recingendoli di fossati e di cinta fortificata (es. Ponderano).
- se adiacente ad un Castello, è una terza tipologia nella quale il Ricetto è una struttura aggregata al castello, quasi una sua appendice (Valdengo, Roppolo, Mottalciata e Viverone).
 
Il ricetto di Candelo è l'esempio più completo del primo tipo (Ricetto popolare). Si è conservato perchè, essendo la sua proprietà molto parcellata, è stato sempre utilizzato per le funzioni originarie.


Castelletto Cervo

Fondazione: XIII sec.
L'esistenza di una struttura denominata "ricetto di Quarabioni" dal nome del rio che ivi scorre è attestata da un documento del 1260 dei Conti di San Martino.
Localizzazione: il sito fortificato sorge sulla sommità di un rilievo attorno alla quale si è sviluppato il nucleo abitato di antica fondazione.
Stato attuale: gli studiosi fondandosi su documenti d'epoca avanzano l'ipotesi che il ricetto sorgesse in prossimità del rivo Quarabione e non in prossimità della rocca. Del ricetto propriamente detto non è rimasta più traccia visibile.


Cavaglià

Fondazione: incerta (ma XIII sec.).
Venne eretto per decisione del Comune di Vercelli a difesa dei confini verso il Canavese.
Localizzazione: il sito si sviluppa su terreno pianeggiante.
Stato attuale: non si hanno documenti che permettono di ricostruire gli originali caratteri morfologici dell'impianto, tuttavia i nomi delle strade, come via Mezzogiorno e via Ponente, ne indicano l'antica orientazione. La cartografia storica riporta il tracciato dell'antico fossato.


Dorzano

Fondazione: fine XIV sec.
Nei documenti è menzionato come "castrum-receptum".
Localizzazione: il ricetto sorge sulla sommità di una collina, all'interno del nucleo abitato e in prossimità della chiesa parrocchiale.
Si accede all'impianto a forma pressoché trapezoidale attraverso i ruderi della torre-porta a doppio accesso, carraio e pedonale, oltre la quale le cellule abitative si sviluppano lungo la cinta muraria, fatta eccezione per il nucleo centrale.
Caratteri architettonici: la torre rotonda all'angolo nord-ovest fu realizzata in ciottoli disposti a spina di pesce così come la cinta muraria; la torre- porta fu eretta in laterizio. L'edificio ad ovest probabilmente fungeva da residenza del feudatario.
Stato attuale: le cellule abitative sono state modificate per uso abitativo. La torre-porta è allo stato di rudere, tagliata al pian terreno.


Magnano

Fondazione: XIII sec.
La costruzione risale al 1204 e fu eretta dal Comune di Vercelli per proteggere il confine verso il Canavese.
Localizzazione: sorge sul crinale di una collina dai pendii scoscesi. In cambio di privilegi, gli abitanti del paese sottostante si trasferirono nel ricetto, abitandolo in modo permanente dopo aver demolito le vecchie case. Dall'asse viario, che dalla torre porta sale in curva, si dipartono tre vie secondarie parallele. Il muro di cinta era accessibile in ogni punto dalla via di lizza.
Caratteri architettonici: Gli edifici vennero realizzati con pietre da spacco anziché in ciottoli. Particolare è la lavorazione delle facciate (cornici dentellate) così come le intelaiature di porte e le pietre angolari della torre-porta realizzate in pietra naturale squadrata. Interessanti le tracce di affresco e il portone d'ingresso della "Casa della comunità" sita nel settore nord.
Stato attuale: parziale recupero delle mura di cinta, restauro della torre porta e delle cellule lungo il lato sud.


Mottalciata

Fondazione: XIV sec.
L'atto istitutivo del ricetto può essere considerata la convenzione del 1335 stipulata tra i Biandrate e la comunità.
Localizzazione: il Ricetto sorgeva a sud ovest del castello degli Alciati, eretto sulla sommità della collina.
Di forma pressoché quadrata, occupava una superficie di circa 1.000 mq. Le cellule edilizie risultavano addossate alla cortina muraria sui versanti nord ed est e probabilmente anche su quelli sud ed ovest.
Caratteri architettonici: il fabbricato posizionato a nord e quello posto sul versante di levante conservano ancora notevoli tracce della tessitura muraria in ciottoli a spina di pesce.
Stato attuale: fatta eccezione per il castello, attualmente abitato e in parte restaurato, non rimane nulla delle cellule del ricetto.


Ponderano

Fondazione: XIV sec.
Il "receptum" è nettamente distinto dalla "villa", cade pertanto l'ipotesi di Carlo Nigra, secondo la quale quello di Ponderano era un borgo fortificato e non un ricetto.
Localizzazione: l'impianto, situato su un leggero rialzo rispetto al borgo circostante, presenta una forma pressoché quadrata, con un ampio fossato perimetrale ancora oggi identificabile.
Sull'assetto interno non si hanno informazioni sufficienti.
Si accedeva al nucleo dalla torre-porta, posta sulla mezzeria del lato orientale, con passaggio carraio e pedonale, regolati rispettivamente dal ponte levatoio e dalla pedanca.
Caratteri architettonici: la torre è a pianta rettangolare con doppio accesso, ben visibili i tagli dei bolzoni di manovra, gli elementi merlati nella parte terminale e la muratura in ciottoli posti con molta regolarità a spina di pesce.
Stato attuale: del ricetto rimangono la torre porta, tracce di una torre quadrata di difesa in pietra naturale conglobata nell'attuale campanile della chiesa parrocchiale e tratti delle mura di cinta.


Roppolo

Fondazione: XV sec.
Il torrione, databile al 1405 è coevo del ricetto di Viverone e, come questo, da mettere in relazione alle incursioni di Facino Cane.
Localizzazione: l'impianto presenta uno sviluppo lungo il piano sud-ovest della collina, sulla sommità della quale si erge il castello.
Al sito che presenta una struttura fusiforme si accede attraverso la torre porta. Le modeste permanenze paiono documentare l'esistenza di fabbricati adibiti ad abitazione.
Stato attuale: il castello cinquecentesco e i ruderi delle mura di difesa sono gli unici resti conservati del nucleo.


Sandigliano

Fondazione: incerta, ma XIV-XC sec.
L'esistenza di un ricetto è attestata nell'atto di dedizione, datato 1404, degli Avogadro ai Savoia.
Localizzazione: la fortificazione collettiva fu costruita su una motta artificiale che la pone su una posizione leggermente rialzata rispetto al terreno circostante. Un fossato separava la piazza dal rivellino, un secondo separava questo dalla torre-porta del ricetto la quale era munita di ponte levatoio e di pedanca. Entro il ricetto, le cellule sono addossate alla cinta muraria di pianta circolare, fatta eccezione di quelle situate in prossimità della torre-porta. La Rocca dei signori di Sandigliano, detta La Rocchetta, sita nell'angolo nord-est, ha un accesso indipendente dal ricetto. La torre della prigione al centro dell'impianto fortificato, è indizio di un'origine remota, probabilmente precedente allo stesso ricetto.
Caratteri architettonici: la cerchia muraria è in ciottoli disposti a spina di pesce, così come resti di muratura delle cellule interne sulle quali si notano ancora i segni di un portale binato incorniciato in mattoni. La torre della prigione presenta alla base l'originaria tessitura lapidea in ciottoli con blocchi squadrati di spigolo.
Stato attuale: dell'antico impianto, tra cui La Rocchetta, sono testimonianza alcune cellule a nord e la torre delle prigioni, oggi torre campanaria della chiesa parrocchiale.


Valdengo

Fondazione: incerta.
Un documento del 1533 attesta l'esistenza di case "nel castello e ricetto" di Valdengo.
Localizzazione: su una collina, sovrastante l'attuale centro abitato, è ubicato il castello di Valdengo, il ricetto, in posizione più bassa, è all'interno della cinta muraria.
Dalla torre-porta si accede all'area di pertinenza del ricetto attraversato da un'unica via.
Caratteri architettonici: la torre-porta del Ricetto realizzata in laterizio presenta doppio acceso, carraio e pedonale, con ponte levatoio, mensole interne, piano a sbalzo con caditoie e coronamento merlato. Tracce di cinta muraria sono ancora leggibili, seppure inglobate nelle attuali costruzioni.
Stato attuale: la maggior parte delle cellule è stata oggetto di recupero materiale e funzionale, così come il castello.


Viverone

Fondazione: XV sec.
Sorse nel 1405 per iniziativa della comunità locale privata delle vecchie abitazioni distrutte da eventi bellici.
Localizzazione: l'impianto che presenta una forma quadrata è situato sulla sommità di una collina; vi si accede da una via anulare dalla quale si dipartono due assi a croce con isolati a doppia manica a due piani e lotti esterni poggianti lungo la cerchia muraria ancora esistente.
Caratteri architettonici: le cellule lungo il lato ovest sono adattate ad uso abitativo.
Stato attuale: tuttora esistenti sono le mura di difesa, tranne il tratto meridionale, la torre rotonda di nord-est, un rudere della torre-porta a sud e gran parte delle cellule interne tutte in pietra naturale da spacco.


 
Chiudi la versione stampabile della pagina e ritorna al sito