1. Contenuto della pagina
  2. Menu principale di navigazione
  3. Menu di sezione
Testata per la stampa
 Comune di Candelo - Vai alla pagina iniziale
Testata per la stampa
  1. Vai alla versione stampabile della pagina
  2. Vai alla mappa del sito
  3.  

Contenuto della pagina

Candelo: il Palazzo Comunale

Casa Comunale: vista da Piazza CastelloCasa Comunale fiorita per Candelo in fiore

Il centro della vita amministrativa e politica della Comunità di Candelo "per antiguo inveterato costume" è stato- e rimane - il Ricetto.
 
Fin dal medioevo le riunioni del Consiglio di credenza- così si chiamava l'assemblea dei consoli, dei sindaci e degli ufficiali che, per statuto feudale, si occupava dell'amministrazione del comune, si tenevano all'interno del ricetto: talvolta nel "Palazzo dell'illustre Signore del luogo", di consueto "nel coridore sotto il rivellino del castello" e, dopo la demolizione di questo edificio in due locali disposti "al di sopra del forno comunale" contiguo alla torre-porta.
 
Da sempre si lamentava la mancanza di locali idonei per le riunioni più affollate del doppio consiglio ma anche a dare ricovero sicuro alle carte dell'archivio comunale e, non ultimo, secondo quella consuetudine che vedeva la casa comunale prestarsi alle necessità della istruzione della popolazione, ad ospitare in ambienti spaziosi e riparati la scolaresca.
 
Si decise di realizzare un palazzo comunale e, contemporaneamente di dare una nuova sistemazione alla piazza antistante il ricetto per favorire lo svolgimento del mercato e della fiera annuale del paese.


Nel 1816 l'architetto Nicola Martiniano Tarino ebbe l'incarico di progettare la casa comunale. Nel 1819 fu posata la prima pietra della costruzione che fu portata a compimento, fatta eccezione per la scala esterna, nel 1821.

Per il palazzo comunale il Tarino si ispirò ai canoni dell'architettura neoclassica: la facciata è caratterizzata dagli elementi più marcati del tempio greco ovvero il timpano triangolare e il portico.
La scala scoperta anteposta alla facciata, mentre dà risalto alla monumentalità dell'edificio simbolo dell'orgoglio della comunità, evidenzia anche la particolare funzione rappresentativa che i Candelesi attribuivano al palazzo comunale quale pantheon civile, tempio dei Lares pubblici, gli spiriti degli uomini probi e coraggiosi che avevano governato e protetto la comunità e il suo territorio.


Il carattere sacrale suggerito dalla forma architettonica neoclassica del tempio data dal Tarino alla casa comunale è ribadito dal testo della bella epigrafe in marmo nero che fu collocata sulla porta centrale del Palazzo municipale, ove ancora si trova.

Ne riportiamo il testo con la libera traduzione eseguita da Livio Pozzo:
MUNICIPII AEDIBUS
VETUSTATE DILAPSI SUPER RUINIS
CASTRI EXTRUCTIS
QUOD OLIM PROPUGNSCULO
CONTRA HOSTIUM MOLIMINA
TUTABUNTUR LARES OPPIDANI
14 KAL. JULII MDCCCIX

In questa Casa del Municipio di Candelo
edificata sulle ruine del Castello per vetustà caduto
baluardo un tempo contro gli assalti dei nemici
i Cittadini difenderanno i domestici Lari
14 luglio 1809.



Nicola Martiniano Tarino

Consegue il titolo di architetto civile presso la Regia università di Torino il 10 aprile 1787.
Tra i lavori di maggior prestigio che portano la sua firma si segnalano: il progetto del campanile della chiesa parrocchiale di S. Nicolò a Zubiena (1817), quello per il nuovo cimitero della città di Biella, iniziato nel 1827, i disegni degli apparati per la terza incoronazione della Madonna di Oropa (1820).