Il territorio del Comune di Candelo offre la possibilità di itinerari tra il verde della natura e il fascino della storia, lontani dalla congestione del traffico quotidiano, tra esotico, didattica e mistero.
Dopo il tuffo nel passato con una visita al ricetto, ecco una passeggiata lungo il sentiero che costeggia il muraglione di cinta e poi un'escursione fino all'altopiano di Bellavista, una delle più suggestive zone della Baraggia, passando nei pressi dei declivi erbosi attraverso boschetti fitti di varie latifoglie.
Qui il paesaggio muta: man mano che si lasciano le case e i campi, aumentano gli alberi, per lo più acacie, querce e ontani, e la natura sembra sommergerci completamente: una natura che ricorda da vicino le savane africane, ma anche i grandi canyon americani, strabiombi qui immersi nel verde.
Raggiungiamo così Via Isangarda, che prende il nome dall'omonima rocca, che sorgeva su un'altura dell'altopiano baraggivo: natura storia e leggenda si incontrano ancora una volta.
E proseguendo si arriva all'Aula Verde situata ai limiti della baraggia. L'aula verde è stata realizzata dall'Ente di gestione della Riserva naturale orientata delle Baragge, della riserva naturale speciale della Bessa e dell'area attrezzata Brich di Zumaglia e Mont Prèvé, in collaborazione con il Comune di Candelo, per introdurre la conoscenza di alcune delle principali specie vegetali che si trovano nelle Baragge.
Maggiori informazioni su:Baraggia.
Maggiori informazioni su: Ysangarda.
Maggiori informazioni su: Aula verde.
Percorso itinerario:
Si parte dalla chiesa di S. Maria Maggiore e lungo via Castellengo sulla sinistra, s' incontra il PASTIFICIO, anticamente sede di uno stabilimento industriale per la produzione di paste alimentari, fondato nel 1886 da Caterina Valle Vergnasco. Oggi è spazio abitativo.
Appena imboccata via Ysangarda, si attraversa con un ponticello la ROGGIA MARCHESA, canale artificiale derivato dal torrente Cervo, ai confini con Biella, per irrigare campi e prati.
Un po' più avanti, ecco la GHIACCIAIA, antico deposito per la conservazione del ghiaccio, costituita da tre "cantine sotterranee" usate fino al 1920 come " frigorifero naturale".
Proseguendo verso la BOCCA DEL LUPO (caratterizzata da depositi alluvio-glaciali del Quaternario, formati da ciottoli, sabbie e ghiaie), ecco l'area panoramica di sosta da cui si ha un bellissimo colpo d'occhio sul Biellese orientale.
Elementi significativi dell'itinerario verde
* Roggia Marchesa: canale artificiale derivato dal torrente Cervo all'altezza del ponte e ritorna nel corso d'acqua dopo aver irrigato i territori di Benna, Candelo, Verrone, Massazza. Serviva e serve per irrigare campi e prati a Sud di Candelo.
* Ghiacciaia di via Ysangarda: antico deposito per la conservazione del ghiaccio. È costituita da tre "cantine sotterranee" usate fino al 1920 come "frigorifero naturale". Consentiva la conservazione di vari prodotti della comunità in cambio di un canone.
* Area panoramica di sosta (via Ysangarda): in passato sede di discarica ed area di stoccaggio rifiuti ingombranti. Bellissimo il colpo d'occhio sul Biellese orientale.
* Aula Verde: spazio didattico aperto ai limiti della Baraggia con cartellonistica specifica, panche e tavoli
* Bocca del Lupo: è caratterizzata da depositi del Quaternario, ciottoli, sabbie e ghiaie. Antichissima gola di passaggio obbligato (per il trasporto del sale). Camminamento "alto" verso la pianura (Novara).
* Sort: terreni collettivi che anticamente venivano estratti a "sorte" per ricavarne legna da ardere (10 passi di terreno per famiglia)
* Area pic-nic: zona attrezzata ai limiti della Baraggia.
* Rol dal Balos: rovere (o nome esatto vedi F. Clerico) che, secondo una tradizione, prende il nome da chi l'ha piantata (balos), oltre un secolo fa.
* Vecchio lavatoio: in uso fino al 1950 circa. Nelle vicinanze si trovavano le vasche per la macerazione della canapa.
* Fieri: località in cui si trovavano numerosi vigneti. Agli inizi del 1900 vi erano cave d'argilla.