1. Contenuto della pagina
  2. Menu principale di navigazione
  3. Menu di sezione
Testata per la stampa
 Comune di Candelo - Vai alla pagina iniziale
Testata per la stampa
  1. Vai alla versione stampabile della pagina
  2. Vai alla mappa del sito
  3.  

Contenuto della pagina

Il Ricetto di Candelo si racconta...

 
Vai a Eventi a Candelo.
Vai a "Candelo Offre".
 
 
mappa illustrata Ricetto
 

Info manifestazioni al Ricetto: www.candeloeventi.it 

Il Ricetto di Candelo, capolavoro medievale dell'ingegno e della fatica di una comunità di piccoli agricoltori, orgogliosi, fieri, innamorati del proprio paese e di questo simbolo della forza della coesione: fortificazione collettiva, cantina comunitaria, patrimonio universale.
Di tutti è il Ricetto, e per tutti sono le emozioni che suscita.

 
Guarda il nuovo filmato-spot Accendi il Borgo relativo al nostro Comune realizzato da I Borghi più belli d'Italia.
Vai al filmato (link esterno)

Video sul Ricetto e Candelo da Family Life, Piccola Grande Italia in onda su Sky: http://www.familylifetv.it/video_piccola_grande_italia_piemonte  

 
Immagine aerea del RicettoRicetto: la Torre Porta con i segni dell'antico ponte levatoioRicetto: cellule interne del borgo medievale


In evidenza

Vai a: Eventi a Candelo
Per tenerti aggiornato sugli eventi a Candelo: www.candeloeventi.it un nuovo portale dedicato alle manifestazioni del Comune di Candelo, con tutte le indicazioni, i calendari, le immagini ed i contatti per vivere al meglio uno dei Borghi più belli d'Italia.

Vai a: Candelo Offre

Vai a: Artisti del Ricetto


"Quale mastice tiene insieme queste pietre?
Ancora oggi, dopo mille anni, lo sento nelle mie ossa fatte di ciottoli e mattoni, tra le rue e le chintane, e qua e là tra i merli ormai sbrecciati delle torri...
Sento questa forza che mi pervade... e d'un tratto li rivedo: donne, uomini, chini sul greto del torrente Cervo... raccolgono ciottoli e con fatica mi costruiscono... ognuno di questi sassi sarà presto parte di me.
È una malta invisibile quella che mi àncora a questa Terra... eppure è potente: è fatta di sogni, di lavoro, di fierezza contadina."
 
Maggiori informazioni su: Caratteristiche storico-architettoniche del Ricetto di Candelo.
 


"Sono forti e determinate le genti di Candelo che tra la fine del XIII e l'inizio del XIV secolo mi hanno voluto per difendere e conservare i loro beni dagli attacchi degli eserciti e da quelli, più insidiosi, degli elementi.
Ogni parte di me è nata per questo: le mura possenti che mi circondano sono braccia serrate e scudi contro gli invasori, le mie torri occhi vigili puntati sui nemici, il ponte levatoio una chiusa bocca che si apre in un sorriso solo per gli amici.
La mia vera natura è contadina: amo l'oro biondo del grano e non il ferro scuro dei cannoni, il vino che stilla dalle botti mi è gradito mille volte più del sangue dei morti in battaglia e, quantunque mi scambino spesso per un castello, sono invero nato per esser ricetto, rifugio per i prodotti della terra che abbraccio e proteggo con i miei tetti spioventi e con le lobbie, che tengo al sicuro nelle cantine e nei solai."
"Eppure, talvolta, in caso di pericolo, ho offerto rifugio a uomini e animali.
Nelle mie cantine non custodisco macchine da guerra, ma la sapienza antica dei vignaioli che qui per secoli hanno stillato il prezioso nettare di Bacco.
Ecco l'immenso torchio attorno al quale lavoravano fino a cinque uomini. Ricordo quando portaron la quercia da cui ricavare il trave: era una pianta di cent'anni, ferita ma ancora maestosa, e per accoglierla fu necessario crollare il muro della cantina che ancor oggi la conserva."

Maggiori informazioni su: Dizionario dei termini tecnici sul Ricetto.
Maggiori informazioni su: Galleria fotografica.
 


Ricetto di Candelo - via di lizza notturnaRicetto di Candelo - vista piazzetta internaRicetto di Candelo - rua con visitatori

"Mi chiedete come ho fatto a vivere tutti questi secoli senza sgretolarmi sotto i colpi inferti dal tempo, ...tutt'intorno i miei fratelli, ricetti come me, morivano lentamente, distrutti, mutati in altro, ...o semplicemente dimenticati, ma io no.
Io porto con orgoglio i miei mille anni perchè la comunità che mi ha creato mi ama e mi difende come allora, come quando il potente Sebastiano Ferrero cercò di impossessarsi di me.
Era il 1499 quando Sebastiano, nel corso della sua espansione territoriale, ottenne dai feudatari Fontana una parte dei diritti su Candelo: quello fu per me il primo affronto. Per dare a tutti un segno tangibile del suo potere, Sebastiano fece erigere al mio interno il "Palazzo del Principe".
Ma la risposta dei Candelesi al tentativo del Ferrero di imporre nuovi balzelli fu la ribellione a suon di carte bollate. La causa fu lunga e si giunse di fronte al Consiglio Ducale, dove vennero nominati vari arbitri della controversia, incaricati di esaminare i documenti vergati dalle parti.
Ed infine fu il mio trionfo, la vittoria dei Candelesi: essi dimostrarono di aver acquistato il terreno su cui sorgo e di avermi edificato a proprie spese. A Sebastiano, signore sconfitto, fu imposto di pagare le tasse per le terre acquistate e sua fu unicamente una chiave: quella del portale comune."
 
Maggiori informazioni su: Panorama ricetti biellesi.
Maggiori informazioni su: Sebastiano Ferrero.

 


"Ho vissuto tante vicende in questi anni, sono stato ferito dagli assedi ma sempre la Comunità dei Candelesi ha trovato i mezzi e la forza per ripararmi e riportarmi in vita.
Ora so che vivrò..., di nuovo le cantine si riempiono del profumo del mosto a cui da poco si è aggiunta la gialla pannocchia americana. La vita del paese gravita attorno a me, sempre nuova eppure sempre eguale.
Vedo bambini che vanno a scuola e operai che si riuniscono nella sede della Società di mutuo soccorso, vedo carri e bestiame che giungono dai campi e dalla Baraggia e sfilano ordinati, vedo il comune, grande fabbricato neoclassico disegnato da Nicola Tarino, nel quale ferve la vita politica.
E vedo in lontananza il tavolato verde della Baraggia, l'"ultima savana europea", alleata fedele che ai Candelesi ha sempre offerto legna da ardere, pali per le viti, pascoli e poi selvaggina, castagne, funghi e frutti selvatici. La vedo e penso che oggi è preziosa come allora perché in un mondo che ha scordato la fatica dell'agricoltura e il sapore vero dei cibi essa giace salda, muta custode delle nostre radici.
A volte mi piace immaginare di lasciare per un attimo il mio sito di pietra e di raggiungerla attraverso sentieri, campi e prati, fino al cuore del bosco, laggiù, dove si perde il mistero di Ysangarda.
Ysangarda..., recinto sacro eretto dai Celto-liguri e trasformato poi in luogo fortificato. In molti hanno cercato tra le radici degli alberi e le antiche rocce levigate dal tempo il luogo esatto in cui sorgevi, ma il tuo mistero resta intatto, chiuso nelle pieghe del tempo. "
 
Maggiori informazioni su: Baraggia.
Maggiori informazioni su: Ysangarda.


"Ma oggi è un altro tempo... e le vie del paese sono diventate percorsi di cultura e storia... ecco: le campane delle chiese annunciano la messa della sera e la sagoma di Santa Maria che si disegna sui tetti mi porta alla mente altre immagini.
È bella e fiera questa chiesa di campagna all'esterno così semplice e spoglia, ma che racchiude in sé piccoli tesori d'arte. È come gli uomini di Candelo che l'hanno creata: duri e decisi, ma con l'animo fervido di spiritualità.
S. Lorenzo, S. Pietro, S. Croce, SS. Grato e Giacomo... in tutte le chiese e gli oratori del paese ci sono quadri, affreschi, statue e ricami sacri e poi sculture, arredi, paramenti, espressione della devozione degli artisti come del sacrificio dei paesani per i quali lo spirito pervade la materia, e il sacro è parte della vita quotidiana.
Manifestazione di una cultura che affondava le radici nella terra guardando con reverenza al cielo sono gli affreschi dei De Bosis, oggi raccolti nell'itinerario dedicato alla preghiera dipinta. Essi raccontano la storia di una comunità che guardava alla Madonna, mater omnium e che a lei si rivolgeva in preghiera in occasione di guerre, epidemie, carestie. "

Maggiori informazioni su: Itinerari tematici.
 


"Oggi tra le mie mura non si torchia più l'uva: un moderno museo racconta la storia del mio unico signore: il vino.
Molte cose sono cambiate a Candelo in questi mille anni, eppure sembra che in me il tempo si sia fermato. Le mie rue hanno visto marciare soldati e contadini, oggi le mie torri indomite sono mute testimoni di un tempo che non è più, ma che pur vive.
Ho visto coloro che mi costruivano consegnare alle mie pietre la speranza di una vita migliore. Sono stato il custode della fatica, il forziere per i frutti del lavoro.
Io sono testimone del tempo, il guardiano di questa Comunità: ero Terra e mi sono fatto Paese."
 
Maggiori informazioni su: Ricetto Museo.
 


Testi da: Il Ricetto di Candelo Terra e Paese (DVD su Candelo: regia di Manuele Cecconello)


COME ARRIVARE WHERE WE ARE

Candelo si trova in provincia di Biella (Piemonte), ad appena circa 5 km dal capoluogo di Provincia.

Collegamenti stradali
Da Milano/Torino: autostrada A4 -Uscita casello di Carisio (a 20 km da Candelo)- Statale 230 fino al bivio per Candelo
Da Genova: autostrada A26 -Uscita casello di Vercelli -statale 230 -bivio per Candelo (oppure casello di Santhia- statale 143 per Biella). Candelo è raggiungibile anche con l'autobus (linea Biella-Vercelli-Milano e altre).

Collegamenti ferroviari
Il tempo necessario per raggiungere Candelo (che possiede una stazione ferroviaria che funge da fermata sulla linea Biella Santhia) dai capoluoghi di provincia piemontesi oscilla dai 42' di Vercelli alle 2h54' di Cuneo.
Molti dei principali capoluoghi dell'Italia settentrionale sono raggiungibili in meno di 3h, e da Milano il tempo si percorrenza su binari è 1h37' di Milano.


Candelo is situated in the province of Biella (Piedmont) and it is nearly twenty kilometers away from Carisio (motorway exit point Turin - Milan).

By train:
From Milan central station/Turin (all the stations) as far as Santhià, then change the train and you can reach Candelo. (You see timetables)

By motorway:
From Milan/Turin: motorway A4 - exit - point Carisio - Main Road 230 as far as the crossroads to Candelo.
From Genua: Motorway A26 - exit - point Vercelli ovest - Main Road 230 as far as the crossroads to Candelo.
From Aosta: motorway A5 - exit - point Santhià - Main Road 230 as far as the crossroads to Candelo.