L'archivio della memoria è il Custode di memorie vicine e lontane, individuali e collettive: il tempo scorre inesorabile, ma ricostruendo il passato possiamo rallentarne il corso, gustarne le sfumature nascoste.



L'Archivio della Memoria della comunità di Candelo è una struttura concepita per arricchire e potenziare la conoscenza e la testimonianza del passato.
Si relazione strettamente con l' archivio storico comunale ma opera sulla base di un regolamento che ne sancisce, nel rispetto delle vigenti leggi in materia di beni culturali archivistici, una gestione autonoma e distinta.
L'amministrazione comunale di Candelo ha infatti istituito l'archivio della memoria al fini di acquisire, raccogliere, custodire, ordinare materiali documentari e oggetti appartenenti agli attori sociali - singoli e collettivi - della comunità.
In particolare l'iniziativa si rivolge a quanti possiedono patrimoni di memoria per i quali non sono in grado di assicurare una adeguata e durevole custodia.
La luce della memoria
busserà alla tua finestra,
sveglierà i tuoi ricordi,
saprà svelare il tuo passato
motivare il tuo presente.
L' archivio, oltre alla sezione destinata ad ospitare i documenti cartacei, avrà altre tre sezioni distinte specializzate dedicate alla catalogazione del materiale multimediale: Videoteca, Nastroteca, Fototeca.
La Videoteca e la Nastroteca accoglieranno materiali audiovisivi, su qualsiasi supporto, inerenti la conoscenza della realtà candelese nei diversi campi tematici: storia, arte e architettura, tradizioni, economia, paesaggio didattica.
La Fototeca punterà all'acquisizione di fondi fondi fotografici aventi per soggetto figure, attività, ambienti, eventi, scorci e vedute in grado di restituire immagini della comunità candelese e del suo territorio nella più ampia dimensione temporale possibile.
Per quanto concerne i criteri di inventariazione e di catalogazione delle diverse tipologie di beni acquisiti dall'archivio e dagli altri centri del sistema culturale e mussale candelese, l'ordinamento e' quello di far ricorso ai modelli catalografici predisposti e adottati dall'Ente Regione per la banca dati dei patrimoni culturali diffusi sul territorio piemontese, modelli omologati o compatibili con quelli ministeriali dell'Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione.